5 varietà tipiche di pane italiano

5 tipi di pane tipico italiano

In Italia siamo famosi per la nostra cultura gastronomica che è molto ricca in fatto di panificati. Ogni regione può contare le proprie varietà, che cambiano molto grazie all’utilizzo di impasti e cotture diverse. Ecco 5 tipologie di pane tipico che puoi trovare in giro qui e là lungo lo Stivale.

 

1. Pane di Matera

Si ottiene da un antico sistema di lavorazione utilizzato prima che fiorisse il Regno di Napoli e si caratterizza per l’utilizzo esclusivo di semola di grano duro proveniente da varietà del posto come Cappelli, Duro Lucano e Appulo. Ha una crosta croccante che nasconde un interno soffice; la mollica di colore giallo è famosa per la sua porosità e per il sapore caratteristico. È stato denominato prodotto IGP perché riassume i fiori all’occhiello della Basilicata: acqua pura e grano di qualità.
 

2. Crescentina

Nasce da un impasto di acqua, sale e farina di grano che viene cotto sulla brace tra due “tigelle”, dei dischi di argilla cotta, su cui è incisa una rosa stilizzata che, durante la cottura, lascia nel panificato l’inconfondibile decorazione, simbolo di felicità e buon auspicio. Si caratterizza per un impasto denso ottenuto da farina, acqua (naturale o gassata), lievito di birra e sale; in tempi recenti si è aggiunto anche il burro o lo strutto anche se non sono presenti nella ricetta tradizionale.
 

3. Focaccia Genovese

Già nel XVI secolo la “fügássa” era lo spezzafame per eccellenza, consumato nel porto di Genova dai marinai accompagnato da un buon bicchiere di vino bianco. La focaccia genovese è una sorta di pane piatto alto massimo 2 cm che richiede ben quattro lievitazioni per raggiungere la sua caratteristica morbidezza. Durante l’ultima lievitazione viene generosamente spennellata sulla superfice un’emulsione di olio extra vergine di oliva, acqua e sale grosso.
 

4. Pane di Altamura

Le lodi di questo pane furono decantate dal poeta Orazio intorno al 37 a.C.. Era un prodotto importantissimo per l’alimentazione contadina perché si conservava per molti giorni, grazie alla tipica crosta spessa e alla ridotta umidità della mollica. Visto che era proibito l’utilizzo di forni domestici, le donne lo cuocevano nei forni pubblici e per riconoscerlo incidevano il nome del capofamiglia sulla crosta. Dal 2003 il pane di Altamura è riconosciuto dall’Unione Europea con il marchio DOP.
 

5. Pane Carasau

Ha origine dalla Barbagia ma si è diffuso nelle tavole di tutta la Sardegna ed è conosciuto anche con il nome di “pane musica”. Esistono due tipologie d’impasto; il primo era consumato dalle famiglie più agiate ed era composto da fior di farina di grano duro, mentre i meno abbienti utilizzavano farina d’orzo o cruschello mescolati a lievito, sale e acqua. Il nome particolare deriva da “carasare” che significa tostare, ed è la fase di cottura che rende questo pane particolarmente croccante e sottile un paio di millimetri.