Il burger: dalle origini al successo

Il burger ha una storia di tutto rispetto che quasi nessuno conosce!

Iniziamo dal suo nome, che trae origine dalla città tedesca di Amburgo, detta Hamburg in inglese. Nei suoi porti infatti erano molto diffuse le polpette di carne bovina che venivano spesso accompagnate dal pane.
 
Questa ricetta arrivò in America alla metà dell’Ottocento grazie ai numerosi immigrati tedeschi e viene citata per la prima volta con il nome di hamburger dal quotidiano di Washington Walla Walla che le dedicò un intero articolo. Da quel momento in poi, tranne che per una piccola parentesi durante la seconda guerra mondiale dove non si volevano usare parole filotedesche, questo fu il nome del classico panino farcito con un medaglione di carne tritata accompagnato da pomodoro, insalata e salsa. Oggi in realtà viene chiamato hamburger solamente quello ripieno di carne, mentre con burger si identificano tutte le altre varianti di pesce, legumi e verdure.
 
Ma siamo sicuri che la sua storia sia così recente? Andando indietro di circa 2.000 anni scopriamo che nella raccolta di libri “De Re Coquinaria” c’è un tomo dedicato alla carne tritata dove è spiegato come nell’Antica Roma la carne venisse sminuzzata con diversi ingredienti (tra cui mollica di pane imbevuta nel vino, pepe, bacche e pinoli) e servita assieme a del panificato. Queste erano preparazioni complesse destinate ai più facoltosi, ma chiunque si recasse nei Termopolium poteva trovarne una lavorazione simile, ma a basso costo. In questi luoghi il cibo era conservato su vasi in terracotta, che erano inseriti su banconi in marmo capaci di custodire il calore, dando la possibilità ai clienti di scegliere le proprie pietanze e mangiarle in velocità: dei veri e propri fast food ante litteram.
 
Il successo del burger non finisce qui: è diventato protagonista di vere e proprie opere d’arte. Claes Oldenburg ha realizzato il Floor Burger che ritrae questa pietanza in formato maxi: l’installazione misura 213,4 cm di diametro per 1,32 m d’altezza (a cui poco dopo si è aggiunta una bottiglia di salsa delle stesse proporzioni). Anche Andy Warhol ha dedicato a questo iconico panino numerose attenzioni; oltre ad aver realizzato il Double Hamburger, nel 1981 l’artista è protagonista di un video in cui mangia un burger per quasi cinque minuti: lo vediamo scartare il sacchetto in cui è contenuto, aggiungere una dose generosa di ketchup, rifocillarsi con gusto e, dopo una lunga pausa, dire: “My name is Andy Warhol and I’ve just finished eating a hamburger”.
 
Ora che ne sapete di più, non vi resta che prendere una confezione di burger della linea American e preparare il vostro capolavoro! Se vi capita di perdere spesso metà del gustoso ripieno del vostro panino eccovi una chicca: degli studiosi giapponesi hanno trovata la tecnica migliore per mangiarlo! Bisogna afferrarlo con entrambe le mani, inserire entrambi i mignoli sotto, a contenere la parte di pane inferiore e… buon appetito! 🙂