La storia del panettone e del pandoro

Panettone e pandoro

Pandoro e panettone sono i simboli del Natale! Non c’è pranzo o cena dai primi di dicembre a inizio gennaio che non si concluda con una fetta di questi deliziosi tipi di pane dolce.

La tradizione di servire del pane alla fine dei pasti ha radici molto antiche: fin dai tempi dei primi cristiani, c’era la tradizione di spezzare il pane a fine pasto e distribuirlo tra tutti i commensali, tenendone un pezzo da parte per l’anno successivo, in segno di continuità e prosperità. Con il tempo, il pane è stato sostituito da qualcosa di più dolce, fino a diventare quello che oggi sono il panettone e il pandoro.

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Il panettone

L’origine del panettone è persa nelle antiche leggende, quelle più accreditate sono due: la prima racconta di una cena, durante la vigilia di Natale, alla corte di Ludovico il Moro, nel XV secolo. Il cuoco di corte sbaglia la cottura del dolce e quasi lo carbonizza. A risolvere la situazione è lo sguattero Toni, che prepara un dolce con pochi ingredienti e una pasta molto lievitata. Il dessert è un successo e viene battezzato “pan del Toni” per celebrarne il creatore.
La seconda leggenda, invece, parla della storia tra due innamorati: messer Ughetto degli Atellani e Algisa, la figlia di un fornaio. Ughetto, per impressionare il padre dell’amata, si fa assumere al forno e inventa un dolce,che ha un grandissimo successo proprio nel periodo natalizio. L’idea di Ughetto è chiamata “pan del Toni”, dal nome del fornaio.

La tradizione di servire del pane speciale a Natale inizia nel Medioevo: solo in quel giorno di festa i fornai avevano il permesso di preparare il pane dei ricchi e regalarlo ai clienti più poveri che potevano cibarsi di solo pane di miglio durante il resto dell’anno. Il pane dei nobili era chiamato “pan di scior “ o “pan de ton”, cioè il pane di lusso, perché preparato con ingredienti come il burro, il miele e una base di puro frumento che non erano per niente comuni in quel periodo.

La tradizione del dolce milanese ha conquistato tutta l’Italia ormai da tempo, ma una particolare usanza persiste solo nella città di Milano. A Natale viene messa da parte una fetta di panettone per consumarla il 3 febbraio, festa di san Biagio, protettore della gola: un gesto propiziatorio per difendersi proprio dai mal di gola di stagione.

Il pandoro

La storia del pandoro, invece, non è legata ad alcuna leggenda in particolare. È un dolce tipico della zona di Verona ed è una rielaborazione del “nadalin”, un dolce inventato per festeggiare il Natale durante la signoria degli Scaligeri. L’antica ricetta è per un dolce piuttosto basso, a forma di stella, ricoperto di glassa e farcito con uvetta e pinoli. Con il tempo, il dolce assunse la tradizionale forma a otto punte e furono tolti dal “nadalin” tutti gli ingredienti che ne limitavano la lievitazione, prendendo ispirazione al pane di Vienna, una variante austriaca delle brioche francesi.

Che arrivino da tradizioni medievali o da antiche leggende cavalleresche, pandoro e panettone restano i dolci simbolo delle feste di Natale. E si sa, per quanto ci si senta pieni dopo il tradizionale pranzo non si può rinunciare a una fetta di questi dolcetti!