Bruschetta: origine del nome e curiosità dell’antipasto più amato d’Italia

Alimento dall’origine antica e non ben definita, ma ipotizzata tra Lazio e Toscana, la bruschetta era un ottimo modo usato dagli agricola, gli agricoltori dell’Impero Romano, per conservare e riutilizzare in modo intelligente la pagnotta, con un filo d’olio, in quanto non potevano concedersi il lusso di sprecare questo prezioso elemento anche quando era già raffermo.

 
Il nome “bruschetta” deriva probabilmente dal verbo in dialetto romano “bruscare” (abbrustolire), oppure da “brusca”, una spazzola per pulire cavalli e buoi.
 
Dalla farcitura originaria, con solo aglio e olio, il piatto è andato arricchendosi, fino ad arrivare ai giorni nostri come un must dalle molteplici varianti.
 

La bruschetta nelle regioni italiane

Nelle diverse regioni italiane la bruschetta, cioè una fetta di pane abbrustolito e condito, è chiamata in differenti modi: “fettunta” in Toscana; “soma d’aj” in Piemonte, nome derivante dal carico degli asini (soma) e dall’aglio (aj); “fedda ruscia”, cioè “fetta abbrustolita”, in Calabria. In Calabria la tradizionale bruschetta è la classica più nota, preparata con pomodoro, sale, pepe e un filo d’olio.
Arrivata ai giorni nostri, nel tragitto temporale che ci separa dai Romani è andata arricchendosi di ingredienti e varianti, pur tenendo la base di pane abbrustolito come caposaldo.
 

Qualche idea per le bruschette

Oltre alla semplice bruschetta aglio, olio e pomodoro, si possono assaporare le diverse combinazioni di gusto, aggiungendo della mozzarella o sostituendo il pomodoro con dei peperoni. È buonissima farcita con formaggio spalmabile e salmone, così come è appetitosa nella versione rustica con le verdure grigliate.
 
La bruschetta è una pietanza jolly, con cui si può sperimentare, giocando con gli abbinamenti: con le Bruschelle Morato Pane è ancora più facile 😉
 
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